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Modulo Disdetta Risoluzione Consensuale Rapporto di Lavoro

Come negoziare e formalizzare la risoluzione consensuale del contratto di lavoro

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Guida alla disdetta Risoluzione Consensuale Rapporto di Lavoro

Guida alla Risoluzione Consensuale del Rapporto di Lavoro - 2026

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro rappresenta uno strumento fondamentale nel diritto del lavoro italiano, disciplinato da una complessa normativa che coinvolge il Codice Civile, i decreti legislativi e i contratti collettivi nazionali. Questa guida fornisce indicazioni operative per dipendenti e autonomi che intendono risolvere consensualmente il proprio rapporto lavorativo.

Normativa di Riferimento

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro si fonda su diversi pilastri normativi:

  • Articolo 2118 Codice Civile: disciplina il recesso dal contratto di lavoro, prevedendo che il rapporto può essere risolto da entrambe le parti con il preavviso stabilito dalla legge, dal contratto collettivo o dall'accordo individuale.
  • Decreto Legislativo 151/2015: introduce l'obbligo delle dimissioni telematiche per i dipendenti privati attraverso il portale dell'INPS, con presentazione entro sette giorni dall'evento.
  • Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL): prevedono i periodi di preavviso specifici per ogni categoria professionale, variabili da due a tre mesi.
  • Legge 604/1966: regola i licenziamenti per giustificato motivo, applicabile anche nella risoluzione consensuale quando richiesta documentazione relativa a motivi obiettivi.

Procedura Obbligatoria per Dipendenti

La risoluzione del rapporto di lavoro nel settore privato per dipendenti deve seguire una procedura rigorosamente telematica. Le dimissioni devono essere presentate esclusivamente attraverso il portale dell'INPS, accessibile mediante credenziali SPID, CIE o CNS. La presentazione deve avvenire entro sette giorni dall'evento che genera la risoluzione, sia esso un accordo scritto tra le parti che una comunicazione formale del dipendente. Rimane indispensabile conservare la ricevuta di trasmissione fornita dal sistema telematico.

Per i rapporti di lavoro nel settore pubblico, rimangono valide le procedure specifiche previste dai regolamenti di ente e dal D.P.R. 3 maggio 1957 n. 686.

Procedura per Autonomi e Gestioni Speciali

Per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS o alle gestioni speciali, la risoluzione del rapporto di lavoro non avviene tramite il portale telematico. La procedura prevede l'invio di una lettera scritta, preferibilmente raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata al committente principale. Tale comunicazione deve contenere l'informazione della cessazione del rapporto e il preavviso previsto dall'accordo iniziale o dalla prassi consolidata.

Preavviso Contrattuale e Calcolo

Il periodo di preavviso varia significativamente a seconda della categoria contrattuale di appartenenza del dipendente. La maggior parte dei CCNL prevede preavvisi che oscillano tra due e tre mesi, con differenziazione spesso basata sulla qualifica professionale (operaio, impiegato, dirigente). Durante il periodo di preavviso, il dipendente rimane in servizio presso l'azienda.

Il calcolo del preavviso deve considerare:

  1. La data di presentazione delle dimissioni o della comunicazione di risoluzione consensuale
  2. Il periodo di preavviso specifico della categoria CCNL applicato
  3. L'eventuale computabilità di giorni festivi e feriali
  4. L'eventuale accordo per riduzione del preavviso sottoscritto tra le parti

Durante il preavviso, il dipendente continua a percepire la retribuzione mensile completa e mantiene tutti i benefici contrattuali.

Malattia Durante il Preavviso

L'insorgenza di una malattia durante il periodo di preavviso comporta l'interruzione del preavviso stesso. Il dipendente, infatti, può interrompere il rapporto lavorativo in caso di malattia senza necessità di completare il periodo di preavviso, previa presentazione di certificazione medica. Tuttavia, la data di risoluzione effettiva si sposta in avanti di un periodo pari alla durata della malattia stessa, secondo la disciplina prevista dal CCNL applicato. Durante la malattia, il dipendente mantiene il diritto all'indennità di malattia secondo le percentuali contrattuali.

Trattamento di Fine Rapporto (TFR)

Il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta una prestazione economica dovuta al dipendente all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. Viene calcolato sulla base di una quota annuale maturata ogni anno (pari generalmente a un dodicesimo della retribuzione annua lorda), moltiplicata per il numero di anni di servizio, con rivalutazione del 1,5 per cento annuo più il 75 per cento dell'inflazione ISTAT.

Pagamento del TFR: deve avvenire entro il termine del mese successivo a quello della cessazione del rapporto. Attualmente, il dipendente può optare per diverse forme di destinazione del TFR, incluso il fondo pensione complementare, il TFR in busta paga annuale oppure il versamento presso l'INPS.

Tassazione del TFR: beneficia di un regime fiscale separato e agevolato. L'importo è soggetto a imposte sul reddito e contributi previdenziali, tuttavia le modalità di calcolo sono semplificate e di norma più vantaggiose rispetto alla retribuzione ordinaria. L'azienda provvede direttamente alla ritenuta fiscale alla fonte.

NASpI: Indennità di Disoccupazione

L'indennità NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. Nel caso di risoluzione consensuale del rapporto, l'accesso alla NASpI è limitato a circostanze specifiche:

  • Dimissioni per giusta causa, intesa come comportamento del datore di lavoro che renda intollerabile la prosecuzione del rapporto
  • Dimissioni dovute a maternità, quando la lavoratrice si dimette per difficoltà nella conciliazione tra lavoro e maternità
  • Dimissioni conseguenti a violazione grave delle norme sulla sicurezza sul lavoro

Le dimissioni meramente consensuali e volontarie, senza causa, non danno diritto alla NASpI. La domanda deve essere presentata entro sessanta giorni dalla data di disoccupazione attraverso il portale INPS o presso un patronato convenzionato.

Modello Lettera di Dimissioni Consensuali

Luogo e data [inserire data]

Alla c.a. del Datore di Lavoro [Denominazione Azienda],
[Indirizzo Azienda]

Oggetto: Comunicazione di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

Egregio Signor [Nome Datore],
Le comunico, come concordato con il sottoscritto/la sottoscritta, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in qualità di [qualifica professionale], con decorrenza a far data dal [indicare data di fine rapporto].

La presente comunicazione è stata effettuata nel rispetto del periodo di preavviso previsto dal CCNL applicato, pari a [indicare giorni/mesi]. Il rapporto di lavoro cesserà con effetto dal suddetto termine.

Rimango a disposizione per qualsiasi comunicazione relativa alla transizione e al trasferimento delle mansioni affidatemi.

Cordiali saluti,
[Firma dipendente]
[Nome e Cognome e numero di matricola]

Nota: Questa lettera ha valore documentale preliminare. La risoluzione formale e vincolante deve comunque essere effettuata tramite il portale INPS entro sette giorni dalla data di sottoscrizione dell'accordo scritto con il datore di lavoro.

Domande Frequenti

Quali sono le conseguenze fiscali della risoluzione consensuale?

La risoluzione consensuale non comporta conseguenze fiscali dirette per il dipendente, al di là della normale tassazione su retribuzione percepita e TFR. Tuttavia, se il dipendente percepisce indennità aggiuntive o buonuscite non previste dalla normativa (es. incentivi all'esodo), queste possono essere soggette a tassazione ordinaria. Si consiglia di richiedere al datore di lavoro una certificazione dettagliata della composizione economica della risoluzione.

Posso negoziare una riduzione del preavviso durante la risoluzione consensuale?

Sì, la risoluzione consensuale consente alle parti di accordarsi su una riduzione del preavviso. Tale accordo deve essere formalizzato per iscritto nel documento di risoluzione consensuale e successivamente comunicato tramite il portale INPS. Non è possibile eliminare completamente il preavviso per effetto della legge, ma le parti possono concordare una durata inferiore rispetto al CCNL, fino al limite minimo previsto dalla contrattazione collettiva o dalla legge.

Cosa accade alle ferie non godute al momento della risoluzione?

Le ferie non godute devono essere retribuite in busta paga al momento della cessazione del rapporto, secondo le previsioni del CCNL applicato. Alcune categorie prevedono la possibilità di godere le ferie residue durante il periodo di preavviso, mentre altre richiedono il pagamento diretto dell'equivalente economico. Si consiglia di verificare il CCNL di categoria e concordare con il datore di lavoro le modalità di liquidazione prima della data di cessazione del rapporto.

La risoluzione consensuale può impedirmi di lavorare presso un'altra azienda?

La risoluzione consensuale, di per sé, non crea vincoli al nuovo impiego. Tuttavia, se nel documento di risoluzione consensuale sono stati sottoscritti accordi di non concorrenza o clausole limitanti, questi rimangono vincolanti secondo le loro specifiche condizioni. Se l'accordo di risoluzione include una clausola di non concorrenza, questa sarà valida solo se ragionevole in termini di durata, territorio e settore, e se il datore di lavoro compensa adeguatamente il lavoratore per tale vincolo.

Disclaimer

La presente guida fornisce informazioni di carattere generale sul tema della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nel diritto italiano. Il contenuto è aggiornato allo stato della normativa al 2026 e non costituisce consulenza legale specializzata. La normativa in materia di diritto del lavoro è complessa e soggetta a variazioni, interpretazioni giurisprudenziali e innovazioni legislative. Si consiglia di consultare un consulente del lavoro, un avvocato specializzato in diritto del lavoro o un patronato sindacale prima di procedere alla risoluzione del proprio rapporto di lavoro, al fine di garantire il pieno rispetto dei diritti e degli obblighi di legge, nonché di massimizzare la tutela dei propri interessi economici e previdenziali. L'autore della guida non assume responsabilità per eventuali danni derivanti dall'applicazione pratica delle informazioni contenute in questo testo.

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I contenuti hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza legale ai sensi della L. 247/2012. Per situazioni specifiche rivolgiti a un professionista qualificato.