Contestazione Errore Dichiarazione Redditi Commercialista
Puoi disdire gratis e da solo.
Però impieghi molto tempo e la raccomandata ti costa più di €7
con Disdici.com: Gratis solo 2 min online
Compili il modulo. Noi scriviamo la lettera e la mandiamo per te.
Quanto vale il tuo tempo?
La differenza è solo €1,95.
Introduzione e Diritto del Cliente
La dichiarazione dei redditi è uno degli atti più delicati affidati al commercialista. Un errore in sede di compilazione può causare danni economici significativi al cliente, esponiendolo a sanzioni amministrative e controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Il cliente ha il diritto di contrastare gli errori professionali secondo quanto previsto dal D.Lgs. 139/2005 (ordinamento della professione di commercialista) e dal Codice Civile artt. 1176-1177 sulla diligenza nell'adempimento delle obbligazioni.
Riferimenti Normativi Principali
- D.Lgs. 139/2005: Disciplina delle responsabilità e doveri dei commercialisti verso i clienti
- Art. 2237 c.c.: Revoca e recesso dal mandato professionale
- D.Lgs. 206/2005: Codice del Consumo (applicabile se il cliente è consumatore)
- Art. 1176 c.c.: Obbligo di diligenza nell'esecuzione del mandato
- L. 247/2012: Ordinamento forense (parametri di responsabilità applicabili)
- D.M. 55/2014: Parametri forensi per liquidazione danni da responsabilità professionale
- Artt. 696-712 c.p.c.: Mediazione obbligatoria per controversie professionali
Procedura Passo per Passo di Contestazione
Fase 1: Documentazione dell'Errore
Prima di agire, raccogliere tutta la documentazione utile a provare l'errore: estratti conto bancari, fatture, buste paga, comunicazioni dall'Agenzia delle Entrate, dichiarazioni corrette, consulenza di un secondo professionista che certifichi l'errore. Questa documentazione rappresenta la base della contestazione.
Fase 2: Comunicazione Scritta Preliminare
Inviare una raccomandata A/R o meglio una PEC (posta elettronica certificata) al commercialista, specificando con precisione: la natura dell'errore, le conseguenze (multa, interessi), la documentazione allegata, la richiesta di correzione e di rimborso delle spese sostenute. Concedere 15-30 giorni per la risposta.
Fase 3: Tentativo di Risoluzione Stragiudiziale
Se il commercialista non risponde o rifiuta, è opportuno contattare telefonicamente il suo studio per concordare un incontro. Molte controversie si risolvono così evitando costi legali. Documentare comunque ogni comunicazione via email o PEC.
Fase 4: Mediazione Obbligatoria
Prima di ricorrere in giudizio, la legge prevede una mediazione obbligatoria secondo gli artt. 696-712 c.p.c. per controversie su diritti disponibili. Rivolgersi a un organismo di mediazione iscritto presso il Ministero della Giustizia. Questo percorso è meno costoso e più rapido della causa.
Fase 5: Azione Giudiziale
Se la mediazione fallisce, ricorrere in tribunale per responsabilità professionale. Utilizzare il D.M. 55/2014 come parametro per quantificare i danni (percentuali sulla base della causa e della complessità). È consigliabile farsi assistere da un avvocato esperto in diritto professionale.
Segnalazione all'Ordine Professionale
Oltre all'azione risarcitoria, il cliente può segnalare il comportamento scorretto al Consiglio dell'Ordine dei Dottori Commercialisti competente per territorio. Questa segnalazione è indipendente dalla controversia civile e può portare a un procedimento disciplinare contro il professionista, con possibili sanzioni fino alla radiazione.
La segnalazione va inoltrata per iscritto con allegata documentazione dell'errore e dei danni. L'Ordine avvierà un'istruttoria e convocherà il professionista per l'audizione. Il cliente non deve sostenere costi per questa procedura.
Revoca del Mandato Professionale
Secondo l'art. 2237 c.c., il cliente può revocare il mandato in qualunque momento, anche senza giusta causa. Tuttavia, se la revoca avviene intempestivamente (ad esempio durante la preparazione della dichiarazione), il cliente potrebbe essere responsabile dei danni causati al professionista. In caso di errore provato, la revoca è legittima senza obbligo di risarcimento al professionista.
La revoca deve essere comunicata per iscritto (raccomandata A/R o PEC) con preavviso di almeno 5-10 giorni, salvo urgenza. Richiedere immediatamente la restituzione di tutti i documenti e fascicoli.
Documentazione dell'Inadempimento Professionale
Per provare l'inadempimento servono:
- Copia della dichiarazione errata presentata al Fisco
- Copia della dichiarazione corretta o certificazione di errore da parte di altro professionista
- Atti dell'Agenzia delle Entrate (cartelle, avvisi bonari)
- Documentazione finanziaria originaria (fatture, estratti conto)
- Comunicazioni scritte con il commercialista (email, PEC)
- Fatture relative alle spese di rimedio (consulenze, cauzioni)
- Testimonianze di terzi se rilevanti
Consigli Pratici
- Conservare sempre copia di ogni documento fornito al professionista
- Richiedere conferma scritta delle istruzioni impartite
- Controllare sempre le dichiarazioni prima della trasmissione al Fisco
- In caso di errore scoperto tardivamente, agire rapidamente per limitare i danni
- Richiedere una perizia tecnica di un secondo professionista per documentare l'errore
- Preferire sempre la PEC alla raccomandata per i tempi di ricezione certi
- Valutare la stipula di assic
Come funziona Disdici.com
Compila il modulo
Inserisci i tuoi dati in pochi secondi. Nessun documento richiesto.
Noi inviamo la disdetta
Mandiamo la disdetta all'operatore via PEC certificata. Senza che tu debba fare nulla.
Ricevi conferma
Ricevi la ricevuta di consegna via email con codice di tracking.
Domande frequenti
La PEC (Posta Elettronica Certificata) è un sistema di posta elettronica che ha valore legale equivalente a una raccomandata con avviso di ricevimento. In Italia è il metodo più sicuro per inviare comunicazioni ufficiali ai gestori di contratti, garantendo prova certa di invio e ricezione.
La ricevuta di consegna PEC viene generata automaticamente dal sistema entro pochi secondi dall'invio. Ti verrà inoltrata via email insieme alla copia della lettera inviata entro 24 ore lavorative.
Per molti contratti (telefonia, energia, assicurazioni) la disdetta via email ordinaria non ha valore legale. È necessaria la raccomandata A/R o la PEC per avere prova certa di ricezione da parte del gestore.
Se hai la ricevuta PEC e l'operatore continua ad addebitarti costi, hai diritto al rimborso completo. La ricevuta PEC è la tua prova legale di avvenuta comunicazione. Puoi presentare reclamo all'AGCOM o al tuo gestore citando il codice di tracking.
Nota informativa. Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale. Disdici.com fornisce un servizio di assistenza amministrativa per la preparazione e l'invio della comunicazione di disdetta. Le procedure e i termini indicati sono basati sulla normativa vigente (D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo)) ma possono variare in base alle condizioni contrattuali individuali. Per situazioni specifiche o contratti con clausole particolari, ti consigliamo di rivolgerti a un professionista abilitato.